Glossario

Collocazione (derivante dal latino collocatio [da con + locare] ‘posizione’, ‘disposizione’, ‘il porre insieme / accanto’) [=> cf. “La nostra concezione di collocazione]Partendo da una concezione ristretta e semantica, le collocazioni sono uno specifico tipo di fraseologismo (in senso lato) che si trova sul continuum tra le combinazioni libere da una parte e le espressioni idiomatiche (idiomi) dall’altra: di conseguenza, le collocazioni non sono né del tutto “libere” né del tutto idiomatiche; per questo motivo vengono spesso designate come combinazioni “semifisse”. Le collocazioni rappresentano tipicamente costruzioni binarie organizzate gerarchicamente, per cui consistono di un elemento cognitivamente sovraordinato (la base) e di un elemento cognitivamente subordinato (il collocatore). La base mantiene di solito il suo significato originario, mentre il collocatore può assumere un altro significato rispetto al significato di partenza e la sua scelta dipende dal lemma della base. Il collocatore rappresenta dunque la parte “imprevedibile” della collocazione, che spesso non è nota agli apprendenti della lingua straniera, che si cerca nel dizionario e può variare nelle diverse lingue. Dunque nelle collocazioni piantare un chiodo (‘einen Nagel einschlagen’ [wörtl.: “einpflanzen”]), la lezione salta (‘die Stunde fällt aus / entfällt’, wörtl.: “springt”) e un CD / DVD vergine (‘eine unbespielte / leere [wörtl.: “jungfräuliche”] CD / DVD’, ‘ein [CD- / DVD-]Rohling’), per esempio, i sostantivi chiodo, lezione e CD / DVD sono le basi delle collocazioni, mentre i verbi piantare e saltare e l’aggettivo vergine sono i collocatori.

Collocazione semi-idiomatica (anche: semiidioma) [cf. anche “La nostra concezione di collocazione“]: Nelle collocazioni semi-idiomatiche il collocatore è idiomatizzato, come nel caso della collocazione un numero verde ‘eine kostenlose (lett.: “grüne”) Rufnummer’. Siccome la base tuttavia non viene usata in modo idiomatico (numero = ‘Nummer’), combinazioni di questo tipo sono solo parzialmente idiomatiche e per questo motivo non da considerare (pienamente) come idiomi, bensì come collocazioni perché almeno una parte è usata letteralmente e il significato dell’intera combinazione è deducibile in gran parte tramite la somma dei significati delle singole componenti. Esistono anche semi-idiomi con “una sintassi collocazionale insolita”, come nel caso di divertirsi un mondo (‘sich köstlich amüsieren’, lett.: “sich eine Welt amüsieren”): in questo caso il verbo divertirsi rappresenta la base perché si tratta delle parte letterale della combinazione, mentre l’avverbiale di modo un mondo corrisponde al collocatore della combinazione e viene usato in senso idiomatico.

Combinazione lessicale: Si  tratta dell’espressione tecnicamente linguistica che sta per “combinazione di parole”, ovvero un collegamento di due o più parole (lessemi). Vi sono diversi tipi di combinazioni di lessemi con a loro volta diversi gradi di rigidità e di fissità, come ad esempio le combinazioni libere (non o solamente appena fisse), le collocazioni (“semifisse”) e gli idiomi (fissi). Mentre è spesso difficile classificare una combinazione di parole come fraseologismo in quanto la decisione al riguardo dipenda dalla rispettiva definizione di fraseologismo, il termine “combinazione lessicale” è più neutro ed è riguardato come sovraordinato in quanto comprende ogni tipo di combinazione di parole (e dunque anche quelle “libere” ossia non fisse).

Combinazione libera: Con questo termine si indica una combinazione di due o più parole che viene (più o meno) costruita liberamente. Tuttavia vi sono da osservare in ogni caso delle regole semantiche minime (le cosiddette “restrizioni di selezione”): per esempio il verbo mangiare (‘essen’) può essere abbinato a una mela (‘einen Apfel’), un panino (‘ein Brötchen’) o a una pizza (‘eine Pizza’), non però a un tavolo (‘einen Tisch’), perché normalmente un tavolo non rientra nella condizione di poter essere mangiato. Il grado di “libertà” di combinazione può comunque variare molto. I confini tra le combinazioni libere e le collocazioni sono dunque fluidi e non è possibile stabilire una chiara delimitazione tra le due categorie.

Concettualizzazione: Con questo termine s’intende il modo in cui in una lingua si “coglie” un determinato concetto attraverso uno specifico approccio cognitivo e come lo si rende allo stesso tempo in lingua. In altre parole si tratta di una specifica “occhiata” che viene data ad un certo oggetto o contenuto in una data lingua. La concettualizzazione è quasi il “ponte” che collega la realtà extralinguistica alla lingua, mettendo cognitivamente in rilievo un determinato aspetto di un concetto ed esprimendolo tramite mezzi linguistici. Per esempio in tedesco si ha Handtuch come concettualizzazione di ‘panno per le mani’, mentre in italiano si ha semplicemente asciugamano, ovvero un qualcosa ‘per asciugare le mani’, dove la funzione è in primo piano (asciugare = ‘trocknen’, mano = ‘Hand’). In alcuni casi le concettualizzazioni di due lingue possono comunque coincidere o essere simili, come nelle collocazioni ammazzare il tempo – die Zeit totschlagen (in italiano letteralmente: “uccidere”).

Costruzione a verbo supporto: Questo tipo di combinazione viene spesso considerato un tipo  particolare di collocazioni, ma a volte anche come categoria a parte. Le costruzioni a verbo supporto consistono di un verbo + oggetto diretto (prendere una decisione – eine Entscheidung treffen, fare / porre una domanda – eine Frage stellen) o di un verbo + sintagma preposizionale (per es. mettere a disposizione – zur Verfügung stellen). Ciò che hanno di particolare le costruzioni a verbo supporto, è che il verbo funge spesso solamente come mezzo per la trasmissione di informazioni grammaticali, mentre l’informazione semantica principale viene espressa dal sostantivo. Per questo motivo per le costruzioni a verbo a supporto vi è spesso un verbo semplice sinonimico che esprime quasi lo stesso significato denotativo (per es. fare una domanda – domandare, prendere una decisione – decidere).

Fraseologia e fraseologismi: Con il termine fraseologia si fa riferimento a una sottodisciplina linguistica che si occupa di fraseologismi. Sia nella fraseologia che nei fraseologismi si distingue tra concezione ristretta e ampia: (a) Secondo la concezione ristretta solo gli idiomi (= fraseologismi in senso stretto) appartengono all’oggetto di analisi della fraseologia e rispettivamente dei fraseologismi, cioé solo le combinazioni che si contraddistinguono per l’idiomaticità e il cui significato complessivo non risulta dalla somma dei significati delle singole componenti. (b) Secondo la concezione ampia vi sono, oltre agli idiomi, anche altri tipi di combinazioni fisse che appartengono all’ambito della fraseologia e dei fraseologismi, tra cui anche le collocazioni, le formule di routine (per esempio Quanti anni hai? – Wie alt bist du?) e i proverbi (Chi fa da sé fa per tre. – Selbst ist der Mann / die Frau.).

Glottodidattica (anche: didattica delle lingue / delle lingue straniere; il termine risale al greco antico glotta ‘lingua’ e didáskein ‘insegnare’): La glottodidattica è una sottodisciplina linguistica che si occupa sia della teoria che della pratica dell’insegnamento e dell’apprendimento delle lingue straniere e delle lingue in generale.

Idioma (anche: espressione idiomatica, modo di dire (idiomatico)): Si tratta di una combinazione lessicale il cui significato complessivo non è composizionale e ovvero non può essere dedotto dalla somma dei significati delle singole componenti. Se per esempio si sommassero i significati delle singole parole dell’idioma italiano cadere dalla padella nella brace (‘vom Regen in die Traufe kommen’), in questo modo non si arriverebbe al significato idiomatico ‘passare da una situazione precaria a una peggiore’. Ciò comunque non significa che un idioma debba essere per forza del tutto non motivato o che la motivazione dell’idioma in questione non sia più trasparente. In molti casi la motivazione di partenza di un idioma è chiaramente deducibile, come nel caso di alzare il gomito (ted. ‘zu tief ins Glas schauen’ = letteralmente “guardare troppo profondamente nel bicchiere”), poiché bevendo l’alcol si fa il movimento di alzare il gomito per portare il bicchiere / la bottiglia alla bocca, o nel caso di avere le mani di pastafrolla (‘ungeschickt sein’), dove le mani sembrano consistere di pastafrolla.

Lemma (derivante dal greco antico lemma ‘cosa presa, assunta’, ‘l’assunto’): Si tratta di un termine linguistico che indica l’entrata di un dizionario / di un’enciclopedia, ovvero una parola (un lessema) nella forma in cui è rintracciabile in un’opera di consultazione.

Lessicografia: Si tratta di una disciplina linguistica che si rivolge alla pratica e che si occupa della compilazione (concreta) di vocabolari per apprendenti e di dizionari in generale. La cosiddetta metalessicografia, che si orienta sulla teoria, si occupa invece dell’analisi scientifica di dizionari già esistenti e di questioni concernenti la concezione di dizionari. Per esempio l’entrata / il lemma andare include anche altre forme dello stesso verbo, per es. vado, andato o andando.

Metafora lessicalizzata: Le metafore sono spesso conosciute come mezzo stilistico della letteratura, come espressioni “fiorite”, “figurative” o modi di utilizzo di parole “traslati”. Se però le metafore non vengono più formate spontaneamente e dunque ad hoc (per es. da un singolo autore o in una certa situazione), bensì sono diventate la norma nell’uso di una determinata comunità linguistica, vengono poi denominate “metafore lessicalizzate”. Le metafore hanno dunque un ruolo importante anche nel cambiamento di significato attraverso i secoli e portano spesso alla formazione di polisemie (= più significati) di parole. Questo è il caso per esempio di covare una malattia (‘eine Krankheit ausbrüten’) a causa del significato traslato dovuto alla metaforizzazione di covare le uova (‘Eier ausbrüten’) (concreto -> astratto), tuttavia questa metafora al giorno d’oggi è lessicalizzata e il significato di covare nel senso di ‘ausbrüten’ (correlato a una malattia) si trova anche nei dizionari. La particolarità delle metafore lessicalizzate consiste nel fatto che spesso non vengono più concepite come metafore dai parlanti di madrelingua, mentre risultano tali per gli apprendenti di una lingua straniera, per cui le varie polisemie e i diversi usi metaforici si dovrebbero esercitare in modo consapevole se non si è di madrelingua.

Motivazione: Si ha qui a che fare con la trasparenza semantica dei segni linguistici / delle unità linguistiche. Mentre i singoli segni linguistici si contraddistinguono in gran parte per la loro arbitrarietà (non vi è per esempio motivo per cui un cane in inglese venga chiamato dog e in italiano cane), sul piano delle combinazioni lessicali in origine vi è sempre una determinata motivazione per cui si ricorre a una certa concettualizzazione. Da un punto di vista sincronico, la motivazione è dunque data quando si può dedurre il significato di un’unità linguistica dalla sua forma e dal sapere enciclopedico (cf. le collocazioni semanticamente trasparenti elencate sotto “Esempi”). A volte, tuttavia, la motivazione di partenza va persa durante i secoli e non è più deducibile sincronicamente, come nel caso di stipulare un contratto (‘einen Vertrag schließen’): stipulare proviene dal latino stipula ‘cannuccia’ perché nell’antichità romana veniva spezzata una cannuccia per terminare un contratto.

Polisemia (proveniente dal greco antico polýs ‘molto’ / ‘più’ e séma ‘simbolo’): Si tratta di un caso particolare di ambiguità di segni linguistici che si manifesta tipicamente al livello del lessema (o della parola). Una parola è dunque polisemica quando mostra due o più significati che hanno una connessione etimologica e semantica (di contenuto) tra di loro, come per esempio spina in italiano, che nel suo significato di partenza significa ‘spina’ ma che in un significato traslato può anche indicare un ‘dolore acuto / pungente’ (basandosi sulla relazione metonimica ‘causa – effetto’ poiché le spine possono causare un dolore acuto / pungente). Nei dizionari, i diversi significati di una parola polisemica si trovano sotto lo stesso lemma (la stessa entrata). Nell’ambito delle collocazioni, le polisemie ricoprono un ruolo importante specialmente nelle collocazioni verbali ed aggettivali poiché soprattutto queste categorie lessicali sono spesso polisemiche e, rispetto al loro significato di partenza, hanno subito un processo di metaforizzazione (cf. abbracciare una professione ‘einen Beruf ergreifen’; una curva cieca ‘eine unübersichtliche Kurve’). Dato che le polisemie di diverse lingue sono disposte spesso diversamente, ne risultano diversi raggi di combinazione e diverse immagini / concettualizzazioni, e di conseguenza anche differenze nelle collocazioni.

Raggio di combinabilità (anche: raggio combinatorio / collocazionale; grado o ambito di combinabilità / collocazionale): Con questo termine si indica la somma di tutte le parole (lessemi) con cui una determinata parola può essere combinata. Se una parola può essere combinata a molte altre parole, allora  il suo raggio di combinabilità è da considerare ampio / grande (per esempio profondo ‘tief’, mangiare ‘essen’). Se invece una parola può essere combinata a soli pochi altri lessemi, allora essa si caratterizza per un raggio combinatorio ristretto (per esempio commettere, che può essere usato solo insieme a sostantivi connotati negativamente, del tipo reato ‘Verbrechen’, omicidio ‘Mord’, furto ‘Diebstahl’ ecc.). Alcuni rari lessemi hanno persino un raggio di combinabilità “unicale” ovvero più ristretto possibile, come per esempio scozzare, che in italiano viene usato quasi solo ed esclusivamente con le carte (‘die Karten mischen’).

Combinazioni di parole italiane e tedesche a confronto. Un progetto di ricerca.