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La nostra concezione di collocazione

Concezioni ampie vs. concezioni ristrette di collocazione: Nel corso della storia della ricerca collocazionale sono state proposte molte definizioni e concezioni diverse del termine "collocazione". Nell'insieme si può distinguere tra concezioni ampie e ristrette. Secondo una concezione in senso lato che è indirizzata principalmente quantitivamente e statisticamente ed è per esempio molto diffusa nella linguistica computazionale e dei corpora, una collocazione è ogni combinazione di parole che risulta in un corpus, indipendentemente dal contenuto semantico delle combinazioni. Se invece si parte da una concezione ristretta, basata su una concezione qualitativa e semantica, in questo caso le collocazioni sono uno specifico tipo di fraseologismo (in senso lato) che si trova su un continuum tra combinazioni libere da una parte ed espressioni idiomatiche (idiomi) dall'altra: di conseguenza, le collocazioni non sono né del tutto "libere" né del tutto idiomatiche; per questo motivo vengono spesso designate come combinazioni "semifisse".

Struttura collocazionale "base + collocatore": Secondo la concezione ristretta e semantica, le collocazioni rappresentano costruzioni binarie organizzate gerarchicamente, per cui consistono di un elemento cognitivamente sovraordinato (la base) e di un elemento subordinato (il collocatore). La base mantiene di solito il suo significato originario, mentre il collocatore può assumere un altro significato rispetto al significato di partenza e la sua scelta dipende dal lemma della base. Il collocatore rappresenta dunque la parte "imprevedibile" della collocazione, che spesso non è nota agli apprendenti della lingua straniera, che si cerca nel dizionario e che può variare nelle diverse lingue. Dunque nelle collocazioni piantare un chiodo ('einen Nagel einschlagen' [lett.: "einpflanzen"]), la lezione salta ('die Stunde fällt aus / entfällt', lett.: "springt") e un CD/DVD vergine ('eine unbespielte / leere [lett.: "jungfräuliche"] CD/DVD', 'ein [CD-/DVD-]Rohling'), per esempio, i sostantivi chiodo, lezione e CD/DVD sono le basi delle collocazioni, mentre i verbi piantare e saltare e l'aggettivo vergine sono i collocatori.

Tipi di collocazioni secondo un aspetto morfo-sintattico:
  1. Sostantivo (soggetto) + verbo: la fiamma / la luce tremola / vacilla ‘die Flamme / das Licht flackert’, lo stomaco brontola ‘der Magen knurrt’, il tempo stringe ‘die Zeit drängt / ist knapp’
  2. Verbo + sostantivo (oggetto diretto): appuntire una matita ‘einen Bleistift spitzen’, battere un record ‘einen Rekord brechen’, ingannare la fiducia (di qcn.) ‘(jmds.) Vertrauen missbrauchen’; costruzioni a verbo supporto: dare un’occhiata (a qcs. / qcn.) ‘einen Blick (auf etw. / jmdn.) werfen’, fare naufragio ‘Schiffbruch erleiden’
  3. Verbo + sintagma preposizionale: fumare / ribollire di rabbia 'vor Wut kochen', morire / scoppiare di curiosità 'vor Neugierde platzen'; costruzioni a verbo supporto: andare a fuoco ‘brennen’ / ‘Feuer fangen’, mettere (qcs.) in moto ‘(etw.) in Bewegung setzen’
  4. Verbo + avverbio / sintagma preposizionale (in funzione di un avverbiale di modo): ancorare saldamente ‘fest verankern’, fallire miseramente ‘kläglich scheitern’, pentirsi amaramente (di qcs.) ‘(etw.) bitter bereuen’
  5. Sostantivo + aggettivo / sintagma preposizionale (in funzione di un attributo): un argomento delicato / spinoso ‘ein heikles Thema’, una sfacciataggine inaudita ‘eine bodenlose Frechheit’, uno scherzo da prete ‘ein blöder / schlechter Scherz’
  6. Aggettivo / participio + avverbio / sintagma preposizionale (in funzione di un attributo): perdutamente innamorato ‘unsterblich / hoffnungslos verliebt’, ubriaco fradicio ‘stockbetrunken’, nuovo di zecca / fiammante ‘funkelnagelneu’
Tipi di collocazioni secondo un aspetto semantico-concettuale:
  1. Collocazioni con un collocatore semanticamente molto specifico che mostra una grande intensione e un raggio di combinabilità molto ristretto: il sole tramonta 'die Sonne geht unter', digrignare i denti 'die Zähne fletschen', un naso camuso ‘eine platte / stumpfe Nase’
  2. Collocazioni con un collocatore polisemico che ha subito un cambiamento di significato ovvero una modificazione semantica rispetto al significato di partenza (di solito attraverso un processo di metaforizzazione): la collera sbollisce / svanisce ‘der Zorn verraucht’, nutrire speranza ‘Hoffnung hegen / schöpfen’, una fiducia cieca ‘blindes Vertrauen’
  3. Collocazioni con un collocatore semanticamente vago che mostra un'intensione limitata e un raggio di combinabilità molto ampio (spesso costruzioni a verbo supporto): prendere una decisione 'eine Entscheidung treffen', mettere (qcs.) in rilievo ‘(etw.) hervorheben’, porre un freno (a qcs. / qcn.) ‘(etw. / jmdm.) Einhalt gebieten’
  4. Collocazioni ellittiche (rare): il cellulare non prende ‘das Handy hat keinen Empfang’ (lett.: "das Handy nimmt nicht"), il rubinetto perde ‘der (Wasser)hahn tropft' (lett.: "verliert"; in questo caso viene omesso l'oggetto diretto acqua ‘Wasser’, fatto che provoca lo stato di collocazione)
  5. Collocazioni al confine con le combinazioni libere che ammettono solo collocatori specifici, mentre altri collocatori (teoreticamente possibili) rimangono esclusi:  occhi storti 'Schielaugen' (ma non: ?occhi obliqui), levare / cavare / estirpare /  estrarrestrapparetogliere un dente 'einen Zahn ziehen' (ma non: ?tirare un dente)

Caso particolare - le collocazioni semi-idiomatiche: Nelle collocazioni semi-idiomatiche il collocatore è idiomatizzato, come nel caso della collocazione un numero verde 'eine kostenlose (lett.: "grüne") Rufnummer'. Siccome la base tuttavia non viene usata in modo idiomatico (numero = 'Nummer'), combinazioni di questo tipo sono solo parzialmente idiomatiche e per questo motivo non da considerare (pienamente) come idiomi, bensì come collocazioni perché almeno una parte è usata letteralmente e il significato dell'intera combinazione è rintracciabile in gran parte tramite la somma dei significati delle singole componenti. Esistono anche semi-idiomi con "una sintassi collocazionale insolita", come nel caso di divertirsi un mondo ('sich köstlich amüsieren', lett.: "sich eine Welt amüsieren"): in questo caso il verbo divertirsi rappresenta la base perché si tratta delle parte letterale della combinazione, mentre l'avverbiale di modo un mondo corrisponde al collocatore della combinazione e viene usato in senso idiomatico.

Caso particolare - certi tipi di composti: Numerose combinazioni italiane consistenti di un sostantivo + aggettivo o sintagma preposizionale vengono rese in tedesco tramite composti (conglomerati di parole), come per esempio tetto apribile = ted. Schiebe-/Hebedach. Ciò accade spesso quando viene indicato un certo tipo o una sottoclasse di qualcosa (tetto apribile 'Schiebedach' = tipo / sottoclasse di tetto). Da una prospettiva mirata all'apprendimento si nota una relazione collocazionale tra gli elementi di combinazioni  del genere (tetto e dunque Dach possono essere identificati come basi, apribile e Schiebe-/Hebe- invece come collocatori "imprevedibili" e tipici di una certa lingua). Dunque combinazioni del tipo vicolo cieco 'Sackgasse' (lett.: "blinde Gasse“), letto a castello ('Stockbett', lett.: "Schlossbett") e foresta vergine 'Urwald' (lett.: "jungfräulicher Wald") devono essere imparati in modo simile alle collocazioni. Per questo motivo tali combinazioni verranno incluse altresì nel nostro dizionario.

Glossario

Collocazione (derivante dal latino collocatio [da con + locare] ‘posizione’, ‘disposizione’, ‘il porre insieme / accanto’) [=> cf. "La nostra concezione di collocazione"]Partendo da una concezione ristretta e semantica, le collocazioni sono uno specifico tipo di fraseologismo (in senso lato) che si trova sul continuum tra le combinazioni libere da una parte e le espressioni idiomatiche (idiomi) dall’altra: di conseguenza, le collocazioni non sono né del tutto “libere” né del tutto idiomatiche; per questo motivo vengono spesso designate come combinazioni “semifisse”. Le collocazioni rappresentano tipicamente costruzioni binarie organizzate gerarchicamente, per cui consistono di un elemento cognitivamente sovraordinato (la base) e di un elemento cognitivamente subordinato (il collocatore). La base mantiene di solito il suo significato originario, mentre il collocatore può assumere un altro significato rispetto al significato di partenza e la sua scelta dipende dal lemma della base. Il collocatore rappresenta dunque la parte “imprevedibile” della collocazione, che spesso non è nota agli apprendenti della lingua straniera, che si cerca nel dizionario e può variare nelle diverse lingue. Dunque nelle collocazioni piantare un chiodo (‘einen Nagel einschlagen’ [wörtl.: "einpflanzen"]), la lezione salta (‘die Stunde fällt aus / entfällt’, wörtl.: “springt”) e un CD / DVD vergine (‘eine unbespielte / leere [wörtl.: "jungfräuliche"] CD / DVD’, ‘ein [CD- / DVD-]Rohling’), per esempio, i sostantivi chiodo, lezione e CD / DVD sono le basi delle collocazioni, mentre i verbi piantare e saltare e l’aggettivo vergine sono i collocatori.

Collocazione semi-idiomatica (anche: semiidioma) [cf. anche "La nostra concezione di collocazione"]: Nelle collocazioni semi-idiomatiche il collocatore è idiomatizzato, come nel caso della collocazione un numero verde 'eine kostenlose (lett.: "grüne") Rufnummer'. Siccome la base tuttavia non viene usata in modo idiomatico (numero = 'Nummer'), combinazioni di questo tipo sono solo parzialmente idiomatiche e per questo motivo non da considerare (pienamente) come idiomi, bensì come collocazioni perché almeno una parte è usata letteralmente e il significato dell'intera combinazione è deducibile in gran parte tramite la somma dei significati delle singole componenti. Esistono anche semi-idiomi con "una sintassi collocazionale insolita", come nel caso di divertirsi un mondo ('sich köstlich amüsieren', lett.: "sich eine Welt amüsieren"): in questo caso il verbo divertirsi rappresenta la base perché si tratta delle parte letterale della combinazione, mentre l'avverbiale di modo un mondo corrisponde al collocatore della combinazione e viene usato in senso idiomatico.

Combinazione lessicale: Si  tratta dell'espressione tecnicamente linguistica che sta per "combinazione di parole", ovvero un collegamento di due o più parole (lessemi). Vi sono diversi tipi di combinazioni di lessemi con a loro volta diversi gradi di rigidità e di fissità, come ad esempio le combinazioni libere (non o solamente appena fisse), le collocazioni ("semifisse") e gli idiomi (fissi). Mentre è spesso difficile classificare una combinazione di parole come fraseologismo in quanto la decisione al riguardo dipenda dalla rispettiva definizione di fraseologismo, il termine “combinazione lessicale” è più neutro ed è riguardato come sovraordinato in quanto comprende ogni tipo di combinazione di parole (e dunque anche quelle “libere” ossia non fisse).

Combinazione libera: Con questo termine si indica una combinazione di due o più parole che viene (più o meno) costruita liberamente. Tuttavia vi sono da osservare in ogni caso delle regole semantiche minime (le cosiddette "restrizioni di selezione"): per esempio il verbo mangiare ('essen') può essere abbinato a una mela ('einen Apfel'), un panino ('ein Brötchen') o a una pizza ('eine Pizza'), non però a un tavolo ('einen Tisch'), perché normalmente un tavolo non rientra nella condizione di poter essere mangiato. Il grado di "libertà" di combinazione può comunque variare molto. I confini tra le combinazioni libere e le collocazioni sono dunque fluidi e non è possibile stabilire una chiara delimitazione tra le due categorie.

Concettualizzazione: Con questo termine s'intende il modo in cui in una lingua si "coglie" un determinato concetto attraverso uno specifico approccio cognitivo e come lo si rende allo stesso tempo in lingua. In altre parole si tratta di una specifica "occhiata" che viene data ad un certo oggetto o contenuto in una data lingua. La concettualizzazione è quasi il “ponte” che collega la realtà extralinguistica alla lingua, mettendo cognitivamente in rilievo un determinato aspetto di un concetto ed esprimendolo tramite mezzi linguistici. Per esempio in tedesco si ha Handtuch come concettualizzazione di 'panno per le mani', mentre in italiano si ha semplicemente asciugamano, ovvero un qualcosa 'per asciugare le mani', dove la funzione è in primo piano (asciugare = 'trocknen', mano = 'Hand'). In alcuni casi le concettualizzazioni di due lingue possono comunque coincidere o essere simili, come nelle collocazioni ammazzare il tempo - die Zeit totschlagen (in italiano letteralmente: "uccidere").

Costruzione a verbo supporto: Questo tipo di combinazione viene spesso considerato un tipo  particolare di collocazioni, ma a volte anche come categoria a parte. Le costruzioni a verbo supporto consistono di un verbo + oggetto diretto (prendere una decisione - eine Entscheidung treffen, fare / porre una domanda - eine Frage stellen) o di un verbo + sintagma preposizionale (per es. mettere a disposizione - zur Verfügung stellen). Ciò che hanno di particolare le costruzioni a verbo supporto, è che il verbo funge spesso solamente come mezzo per la trasmissione di informazioni grammaticali, mentre l'informazione semantica principale viene espressa dal sostantivo. Per questo motivo per le costruzioni a verbo a supporto vi è spesso un verbo semplice sinonimico che esprime quasi lo stesso significato denotativo (per es. fare una domanda - domandare, prendere una decisione - decidere).

Fraseologia e fraseologismi: Con il termine fraseologia si fa riferimento a una sottodisciplina linguistica che si occupa di fraseologismi. Sia nella fraseologia che nei fraseologismi si distingue tra concezione ristretta e ampia: (a) Secondo la concezione ristretta solo gli idiomi (= fraseologismi in senso stretto) appartengono all'oggetto di analisi della fraseologia e rispettivamente dei fraseologismi, cioé solo le combinazioni che si contraddistinguono per l'idiomaticità e il cui significato complessivo non risulta dalla somma dei significati delle singole componenti. (b) Secondo la concezione ampia vi sono, oltre agli idiomi, anche altri tipi di combinazioni fisse che appartengono all'ambito della fraseologia e dei fraseologismi, tra cui anche le collocazioni, le formule di routine (per esempio Quanti anni hai? - Wie alt bist du?) e i proverbi (Chi fa da sé fa per tre. - Selbst ist der Mann / die Frau.).

Glottodidattica (anche: didattica delle lingue / delle lingue straniere; il termine risale al greco antico glotta ‘lingua’ e didáskein ‘insegnare’): La glottodidattica è una sottodisciplina linguistica che si occupa sia della teoria che della pratica dell’insegnamento e dell’apprendimento delle lingue straniere e delle lingue in generale.

Idioma (anche: espressione idiomatica, modo di dire (idiomatico)): Si tratta di una combinazione lessicale il cui significato complessivo non è composizionale e ovvero non può essere dedotto dalla somma dei significati delle singole componenti. Se per esempio si sommassero i significati delle singole parole dell’idioma italiano cadere dalla padella nella brace (‘vom Regen in die Traufe kommen’), in questo modo non si arriverebbe al significato idiomatico ‘passare da una situazione precaria a una peggiore’. Ciò comunque non significa che un idioma debba essere per forza del tutto non motivato o che la motivazione dell’idioma in questione non sia più trasparente. In molti casi la motivazione di partenza di un idioma è chiaramente deducibile, come nel caso di alzare il gomito (ted. ‘zu tief ins Glas schauen’ = letteralmente “guardare troppo profondamente nel bicchiere”), poiché bevendo l’alcol si fa il movimento di alzare il gomito per portare il bicchiere / la bottiglia alla bocca, o nel caso di avere le mani di pastafrolla (‘ungeschickt sein’), dove le mani sembrano consistere di pastafrolla.

Lemma (derivante dal greco antico lemma ‘cosa presa, assunta’, 'l'assunto'): Si tratta di un termine linguistico che indica l’entrata di un dizionario / di un'enciclopedia, ovvero una parola (un lessema) nella forma in cui è rintracciabile in un’opera di consultazione.

Lessicografia: Si tratta di una disciplina linguistica che si rivolge alla pratica e che si occupa della compilazione (concreta) di vocabolari per apprendenti e di dizionari in generale. La cosiddetta metalessicografia, che si orienta sulla teoria, si occupa invece dell’analisi scientifica di dizionari già esistenti e di questioni concernenti la concezione di dizionari. Per esempio l’entrata / il lemma andare include anche altre forme dello stesso verbo, per es. vado, andato o andando.

Metafora lessicalizzata: Le metafore sono spesso conosciute come mezzo stilistico della letteratura, come espressioni “fiorite”, “figurative” o modi di utilizzo di parole “traslati”. Se però le metafore non vengono più formate spontaneamente e dunque ad hoc (per es. da un singolo autore o in una certa situazione), bensì sono diventate la norma nell’uso di una determinata comunità linguistica, vengono poi denominate “metafore lessicalizzate”. Le metafore hanno dunque un ruolo importante anche nel cambiamento di significato attraverso i secoli e portano spesso alla formazione di polisemie (= più significati) di parole. Questo è il caso per esempio di covare una malattia (‘eine Krankheit ausbrüten’) a causa del significato traslato dovuto alla metaforizzazione di covare le uova (‘Eier ausbrüten’) (concreto -> astratto), tuttavia questa metafora al giorno d’oggi è lessicalizzata e il significato di covare nel senso di ‘ausbrüten’ (correlato a una malattia) si trova anche nei dizionari. La particolarità delle metafore lessicalizzate consiste nel fatto che spesso non vengono più concepite come metafore dai parlanti di madrelingua, mentre risultano tali per gli apprendenti di una lingua straniera, per cui le varie polisemie e i diversi usi metaforici si dovrebbero esercitare in modo consapevole se non si è di madrelingua.

Motivazione: Si ha qui a che fare con la trasparenza semantica dei segni linguistici / delle unità linguistiche. Mentre i singoli segni linguistici si contraddistinguono in gran parte per la loro arbitrarietà (non vi è per esempio motivo per cui un cane in inglese venga chiamato dog e in italiano cane), sul piano delle combinazioni lessicali in origine vi è sempre una determinata motivazione per cui si ricorre a una certa concettualizzazione. Da un punto di vista sincronico, la motivazione è dunque data quando si può dedurre il significato di un’unità linguistica dalla sua forma e dal sapere enciclopedico (cf. le collocazioni semanticamente trasparenti elencate sotto “Esempi”). A volte, tuttavia, la motivazione di partenza va persa durante i secoli e non è più deducibile sincronicamente, come nel caso di stipulare un contratto (‘einen Vertrag schließen’): stipulare proviene dal latino stipula ‘cannuccia’ perché nell’antichità romana veniva spezzata una cannuccia per terminare un contratto.

Polisemia (proveniente dal greco antico polýs ‘molto’ / 'più’ e séma ‘simbolo’): Si tratta di un caso particolare di ambiguità di segni linguistici che si manifesta tipicamente al livello del lessema (o della parola). Una parola è dunque polisemica quando mostra due o più significati che hanno una connessione etimologica e semantica (di contenuto) tra di loro, come per esempio spina in italiano, che nel suo significato di partenza significa ‘spina’ ma che in un significato traslato può anche indicare un ‘dolore acuto / pungente’ (basandosi sulla relazione metonimica ‘causa - effetto’ poiché le spine possono causare un dolore acuto / pungente). Nei dizionari, i diversi significati di una parola polisemica si trovano sotto lo stesso lemma (la stessa entrata). Nell’ambito delle collocazioni, le polisemie ricoprono un ruolo importante specialmente nelle collocazioni verbali ed aggettivali poiché soprattutto queste categorie lessicali sono spesso polisemiche e, rispetto al loro significato di partenza, hanno subito un processo di metaforizzazione (cf. abbracciare una professione ‘einen Beruf ergreifen’; una curva cieca ‘eine unübersichtliche Kurve’). Dato che le polisemie di diverse lingue sono disposte spesso diversamente, ne risultano diversi raggi di combinazione e diverse immagini / concettualizzazioni, e di conseguenza anche differenze nelle collocazioni.

Raggio di combinabilità (anche: raggio combinatorio / collocazionale; grado o ambito di combinabilità / collocazionale): Con questo termine si indica la somma di tutte le parole (lessemi) con cui una determinata parola può essere combinata. Se una parola può essere combinata a molte altre parole, allora  il suo raggio di combinabilità è da considerare ampio / grande (per esempio profondo 'tief', mangiare 'essen'). Se invece una parola può essere combinata a soli pochi altri lessemi, allora essa si caratterizza per un raggio combinatorio ristretto (per esempio commettere, che può essere usato solo insieme a sostantivi connotati negativamente, del tipo reato 'Verbrechen', omicidio 'Mord', furto 'Diebstahl' ecc.). Alcuni rari lessemi hanno persino un raggio di combinabilità "unicale" ovvero più ristretto possibile, come per esempio scozzare, che in italiano viene usato quasi solo ed esclusivamente con le carte ('die Karten mischen').

Vocabolario per apprendenti L2

Pubblicazione del libro: Le collocazioni italiane, che vengono immesse in una banca dati creata appositamente, verranno pubblicate dalla casa editrice Verlag Helmut Buske (Amburgo) nel 2015 in forma di un dizionario cartaceo per apprendenti L2.

Scelta dei lemmi e delle collocazioni: La selezione delle collocazioni per il nostro dizionario per apprendenti si basa su un criterio strutturale secondo il quale vengono registrate solo ed esclusivamente collocazioni aventi sostantivi come basi ed appartenenti ai primi quattro tipi di categorie morfo-sintattiche (elencati sotto “La nostra concezione di collocazione”). La quantità delle basi (= ovvero dei lemmi del vocabolario) ammonta a circa 900-1110 sostantivi che appartengono al vocabolario fondamentale del Dizionario di base della lingua italiana (DIB) di De Mauro / Moroni (1996). Per la scelta delle combinazioni lessicali da classificare come collocazioni e dunque da includere nel dizionario sono responsabili per ogni singola combinazione le ricercatrici stesse, analizzandole una ad una, con il requisito di appartenenza ad uno dei 5 tipi semantico-concettuali di collocazioni (elencati sotto “La nostra concezione di collocazione”).

Opera di consultazione e strumento per imparare attivamente: Il dizionario dovrebbe servire da una parte come opera di consultazione, e dall’altra anche e soprattutto come strumento per facilitare l’apprendimento in modo attivo da parte degli apprendenti nonché come mezzo di aiuto per gli insegnanti d'italiano o di tedesco come L2. Dato che le collocazioni vengono poste su due colonne (nella colonna di destra si trovano le singole traduzioni tedesche della sezione italiana collocata nella colonna sinistra), gli apprendenti hanno la possibilità, tra le varie strategie di apprendimento, di coprire una delle due colonne per imparare e vedere che cosa sanno già.

Illustrazioni: Per perspicuità e per facilitare il processo di memorizzazione delle collocazioni, una parte di esse viene illustrata tramite apposite immagini che sono state create da bambini o ragazzi tirolesi in ambito sia di cooperazioni con scuole che in occasione di eventi pubblici (vedi anche “Illustrazioni”).

Struttura delle entrate: Nelle entrate le collocazioni vengono elencate a seconda del loro ordine morfo-sintattico di tipo 1-4, e al loro interno secondo l’ordine alfabetico della lettera iniziale del collocatore. In particolare, nelle entrate viene data importanza al rendere consapevoli delle differenze tra le collocazioni italiane e quelle tedesche, il che dovrebbe facilitare l’apprendimento e la messa in pratica da parte degli apprendenti:

  • Per concepire l’immagine di una collocazione italiana (in caso di collocatori polisemici), viene data tra parentesi anche la traduzione letterale in tedesco tra virgolette (partendo dal significato di partenza del collocatore italiano). In questo modo può essere dimostrato come sia facile commettere degli errori nella traduzione (se letterale) dall’italiano al tedesco (e viceversa): per esempio il dente balla ‘der Zahn wackelt’, letteralmente: “tanzt”.
  • Per ogni collocazione viene dato un esempio (inclusa la traduzione tedesca) per indicarne l’uso in un contesto concreto. Negli esempi viene data importanza al fatto che siano di uso comune e non “costruiti” e anche interessanti dal punto di vista contenutistico. Con l’obiettivo di raggiungere questo scopo, vengono ricercati esempi autentici da Erica Autelli in qualità di madrelingua italiana tramite Google, modificati sia da lei che da Christine Konecny che li traduce poi in tedesco.
  • Se una collocazione mostra contemporaneamente più tipi di strutture, questi ultimi vengono riuniti sotto la stessa entrata: per esempio otturare (auch: piombare) un dente / un dente otturato (auch: piombato) ‘einen Zahn plombieren (auch [seltener]: füllen, mit einer Füllung versehen)’ / ‘ein plombierter Zahn’.
  • In caso vi fossero dei collocatori alternativi, essi vengono indicati tra parentesi, per esempio: levare un dente ‘einen Zahn ziehen’, ma anche: (cavare, estirpareestrarre, strappare, togliere un dente).
  • Chi consulta il dizionario non solo potrà trovare i collocatori sotto una data base, bensì anche dei rimandi ad altre basi combinabili con lo stesso collocatore: cf. piantare i denti (nella mano a/di qcn.) ‘(jmdm.) (z.B. in die Hand) beißen’, dove si viene rimandati all’entrata chiodo, sotto la quale si trova la collocazione piantare un chiodo ‘einen Nagel einschlagen’.
  • Se due (o più) collocatori rappresentano degli antonimi (= contrari), questi vengono inclusi nella stessa entrata (con il rimando “VS.” per ‘versus’): per esempio il dente aguzzo (auch: affilato) VS. il dente ottuso ‘der scharfe Zahn’ VS. ‘der stumpfe Zahn’.
  • In alcuni casi si trovano anche informazioni sulla frequenza e sul registro delle collocazioni, per esempio quando vengono usate solo raramente o sono tipiche del linguaggio parlato oppure se hanno una connotazione negativa: per esempio [selten], [ugs.], [pej.].

Anteprima: Di seguito viene data un’anteprima dell’entrata del lemma dente del dizionario in programma (per una migliore qualità dell’immagine, cliccare sull’entrata e infine ingrandire):

Sfondo didattico

Premesse teoriche: Si può partire dal presupposto che le collocazioni possano essere imparate e memorizzate più facilmente tramite una mediazione aggiuntiva e figurativa,  quindi non esclusivamente "astratta". Per questo motivo verranno utilizzate diverse illustrazioni per visualizzare la concettualizzazione di alcuni esempi tratti dal nostro vocabolario.

Quali collocazioni sono adatte per la rappresentazione figurativa? Non tutte le collocazioni sono idonee alla realizzazione di disegni, bensì solo quelle in cui il collocatore ha più significati (ed è quindi polisemico) e in cui ha subito un processo di meta­forizzazione (rispetto al suo significato di partenza). L'immagine che ne sta dietro deve essere ancora rintracciabile e possibile da disegnare, come nell'esempio di il dente balla.

Come nascono le immagini? Le immagini che raffigurano la concettualizzazione delle collocazioni italiane prescelte vengono/sono state create da alunni in occasione di eventi pubblici e cooperazioni con diverse scuole.

Numero delle immagini disegnate sinora: Sino ad oggi sono stati disegnati più di 1000 disegni in tutto dagli alunni tirolesi:

  • Aktionstag Junge Uni  (= l'Università giovane), Novembre 2009: 157 disegni
  • Lange Nacht der Forschung (= La Lunga Notte della Ricerca), Novembre 2009: 71 disegni
  • Aktionstag Junge Uni (= l'Università giovane), Novembre 2010: 209 disegni (incl. disegni raffiguranti fraseologismi di altre lingue)
  • Scuola elementare "Volksschule Innere Stadt", Ottobre 2011: 12 disegni
  • Aktionstage Junge Uni (= l'Università giovane), Novembre 2011, giornata dedicata agli alunni: 199 disegni
  • Aktionstage Junge Uni (= l'Università giovane), Novembre 2011, giornata dedicata alle famiglie: 59 disegni
  • Scuola media "Neue Mittelschule Königsweg Reutte", Dicembre 2011 (gruppo d'italiano e gruppo creativo): 48 disegni
  • Scuola elementare "Volksschule Innere Stadt", Febbraio 2012: 15 disegni
  • Scuola media "Neue Mittelschule Dr. Fritz Prior", Marzo 2012: 7 disegni
  • Tiroler Nacht der Forschung, Bildung und Innovation (= Notte Tirolese della Ricerca, Istruzione e Innovazione), Aprile 2012: 45 disegni
  • Istituto tecnico commerciale "HLW Reutte":  24 disegni
  • Scuola media "Neue Mittelschule Königsweg Reutte", Giugno 2012 (gruppo d'italiano e gruppo creativo):  24 disegni
  • Liceo "Bundesrealgymnasium Adolf-Pichler-Platz", Gennaio 2013: 26 disegni
  • Scuola media "Neue Mittelschule Stams-Rietz", Aprile 2013: 47 disegni
  • Aktionstage Junge Uni (= l'Università giovane), Novembre 2013, giornata dedicata agli alunni: 109 disegni
  • Aktionstage Junge Uni (= l'Università giovane), Novembre 2013, giornata dedicata alle famiglie: 29 disegni

Metodo: Nella creazione delle immagini si parte dal significato letterale del collocatore che nella collocazione assume invece un altro significato. Vengono inclusi entrambi i significati nel disegno. Uno degli esempi più amati finora dagli alunni è il "dente che balla (= che dondola)", ma anche il chiodo che viene "piantato" nel muro; oppure la radio che viene "accesa" - combinazione che, partendo dal significato primario di "accendere" (= ‘infiammare'), potrebbe essere percepito da parlanti non nativi anche nel senso sbagliato di ‘infiammare la radio'.

Creazione produttiva d'immagini durante il processo di apprendimento: Nell'ambito delle cooperazioni con le scuole, le immagini vengono create produttivamente e attivamente dagli alunni, il che permette, secondo la nostra esperienza, di raggiungere un ottimo risultato nell'apprendimento e di aiutare anche a stimolare interesse e motiva­zione da parte degli alunni.

Impiego ricettivo delle illustrationi nel vocabolario: Nell'integrare i disegni nel nostro vocabolario, si ricorrerà invece ad anteporli "ricettivamente" con lo scopo di facilitare l'apprendimento e la memorizzazione degli apprendenti (naturalmente però gli apprendenti possono anche, se vogliono, creare degli altri disegni sul modello di quelli proposti ed eventualmente anche sotto la guida di un insegnante). Il risultato finale consiste, sia nella creazione attiva che nel processo di ricezione, nel "vedere" l'immagine che sta dietro a una collocazione: per prima cosa si vede l'immagine concreta, e di seguito l'immagine viene incamerata nella memoria, ovvero l'apprendente "vede" l'immagine (anche) mentalmente davanti a sé e la collocazione viene associata alla relativa immagine.