Tag Archives: Didattica

Vocabolario per apprendenti L2

Pubblicazione del libro: Le collocazioni italiane, che vengono immesse in una banca dati creata appositamente, verranno pubblicate dalla casa editrice Verlag Helmut Buske (Amburgo) nel 2015 in forma di un dizionario cartaceo per apprendenti L2.

Scelta dei lemmi e delle collocazioni: La selezione delle collocazioni per il nostro dizionario per apprendenti si basa su un criterio strutturale secondo il quale vengono registrate solo ed esclusivamente collocazioni aventi sostantivi come basi ed appartenenti ai primi quattro tipi di categorie morfo-sintattiche (elencati sotto “La nostra concezione di collocazione”). La quantità delle basi (= ovvero dei lemmi del vocabolario) ammonta a circa 900-1110 sostantivi che appartengono al vocabolario fondamentale del Dizionario di base della lingua italiana (DIB) di De Mauro / Moroni (1996). Per la scelta delle combinazioni lessicali da classificare come collocazioni e dunque da includere nel dizionario sono responsabili per ogni singola combinazione le ricercatrici stesse, analizzandole una ad una, con il requisito di appartenenza ad uno dei 5 tipi semantico-concettuali di collocazioni (elencati sotto “La nostra concezione di collocazione”).

Opera di consultazione e strumento per imparare attivamente: Il dizionario dovrebbe servire da una parte come opera di consultazione, e dall’altra anche e soprattutto come strumento per facilitare l’apprendimento in modo attivo da parte degli apprendenti nonché come mezzo di aiuto per gli insegnanti d’italiano o di tedesco come L2. Dato che le collocazioni vengono poste su due colonne (nella colonna di destra si trovano le singole traduzioni tedesche della sezione italiana collocata nella colonna sinistra), gli apprendenti hanno la possibilità, tra le varie strategie di apprendimento, di coprire una delle due colonne per imparare e vedere che cosa sanno già.

Illustrazioni: Per perspicuità e per facilitare il processo di memorizzazione delle collocazioni, una parte di esse viene illustrata tramite apposite immagini che sono state create da bambini o ragazzi tirolesi in ambito sia di cooperazioni con scuole che in occasione di eventi pubblici (vedi anche “Illustrazioni”).

Struttura delle entrate: Nelle entrate le collocazioni vengono elencate a seconda del loro ordine morfo-sintattico di tipo 1-4, e al loro interno secondo l’ordine alfabetico della lettera iniziale del collocatore. In particolare, nelle entrate viene data importanza al rendere consapevoli delle differenze tra le collocazioni italiane e quelle tedesche, il che dovrebbe facilitare l’apprendimento e la messa in pratica da parte degli apprendenti:

  • Per concepire l’immagine di una collocazione italiana (in caso di collocatori polisemici), viene data tra parentesi anche la traduzione letterale in tedesco tra virgolette (partendo dal significato di partenza del collocatore italiano). In questo modo può essere dimostrato come sia facile commettere degli errori nella traduzione (se letterale) dall’italiano al tedesco (e viceversa): per esempio il dente balla ‘der Zahn wackelt’, letteralmente: “tanzt”.
  • Per ogni collocazione viene dato un esempio (inclusa la traduzione tedesca) per indicarne l’uso in un contesto concreto. Negli esempi viene data importanza al fatto che siano di uso comune e non “costruiti” e anche interessanti dal punto di vista contenutistico. Con l’obiettivo di raggiungere questo scopo, vengono ricercati esempi autentici da Erica Autelli in qualità di madrelingua italiana tramite Google, modificati sia da lei che da Christine Konecny che li traduce poi in tedesco.
  • Se una collocazione mostra contemporaneamente più tipi di strutture, questi ultimi vengono riuniti sotto la stessa entrata: per esempio otturare (auch: piombare) un dente / un dente otturato (auch: piombato) ‘einen Zahn plombieren (auch [seltener]: füllen, mit einer Füllung versehen)’ / ‘ein plombierter Zahn’.
  • In caso vi fossero dei collocatori alternativi, essi vengono indicati tra parentesi, per esempio: levare un dente ‘einen Zahn ziehen’, ma anche: (cavare, estirpareestrarre, strappare, togliere un dente).
  • Chi consulta il dizionario non solo potrà trovare i collocatori sotto una data base, bensì anche dei rimandi ad altre basi combinabili con lo stesso collocatore: cf. piantare i denti (nella mano a/di qcn.) ‘(jmdm.) (z.B. in die Hand) beißen’, dove si viene rimandati all’entrata chiodo, sotto la quale si trova la collocazione piantare un chiodo ‘einen Nagel einschlagen’.
  • Se due (o più) collocatori rappresentano degli antonimi (= contrari), questi vengono inclusi nella stessa entrata (con il rimando “VS.” per ‘versus’): per esempio il dente aguzzo (auch: affilato) VS. il dente ottuso ‘der scharfe Zahn’ VS. ‘der stumpfe Zahn’.
  • In alcuni casi si trovano anche informazioni sulla frequenza e sul registro delle collocazioni, per esempio quando vengono usate solo raramente o sono tipiche del linguaggio parlato oppure se hanno una connotazione negativa: per esempio [selten], [ugs.], [pej.].

Anteprima: Di seguito viene data un’anteprima dell’entrata del lemma dente del dizionario in programma (per una migliore qualità dell’immagine, cliccare sull’entrata e infine ingrandire):

Sfondo didattico

Premesse teoriche: Si può partire dal presupposto che le collocazioni possano essere imparate e memorizzate più facilmente tramite una mediazione aggiuntiva e figurativa,  quindi non esclusivamente “astratta”. Per questo motivo verranno utilizzate diverse illustrazioni per visualizzare la concettualizzazione di alcuni esempi tratti dal nostro vocabolario.

Quali collocazioni sono adatte per la rappresentazione figurativa? Non tutte le collocazioni sono idonee alla realizzazione di disegni, bensì solo quelle in cui il collocatore ha più significati (ed è quindi polisemico) e in cui ha subito un processo di meta­forizzazione (rispetto al suo significato di partenza). L’immagine che ne sta dietro deve essere ancora rintracciabile e possibile da disegnare, come nell’esempio di il dente balla.

Come nascono le immagini? Le immagini che raffigurano la concettualizzazione delle collocazioni italiane prescelte vengono/sono state create da alunni in occasione di eventi pubblici e cooperazioni con diverse scuole.

Numero delle immagini disegnate sinora: Sino ad oggi sono stati disegnati più di 1000 disegni in tutto dagli alunni tirolesi:

  • Aktionstag Junge Uni  (= l’Università giovane), Novembre 2009: 157 disegni
  • Lange Nacht der Forschung (= La Lunga Notte della Ricerca), Novembre 2009: 71 disegni
  • Aktionstag Junge Uni (= l’Università giovane), Novembre 2010: 209 disegni (incl. disegni raffiguranti fraseologismi di altre lingue)
  • Scuola elementare “Volksschule Innere Stadt”, Ottobre 2011: 12 disegni
  • Aktionstage Junge Uni (= l’Università giovane), Novembre 2011, giornata dedicata agli alunni: 199 disegni
  • Aktionstage Junge Uni (= l’Università giovane), Novembre 2011, giornata dedicata alle famiglie: 59 disegni
  • Scuola media “Neue Mittelschule Königsweg Reutte”, Dicembre 2011 (gruppo d’italiano e gruppo creativo): 48 disegni
  • Scuola elementare “Volksschule Innere Stadt”, Febbraio 2012: 15 disegni
  • Scuola media “Neue Mittelschule Dr. Fritz Prior”, Marzo 2012: 7 disegni
  • Tiroler Nacht der Forschung, Bildung und Innovation (= Notte Tirolese della Ricerca, Istruzione e Innovazione), Aprile 2012: 45 disegni
  • Istituto tecnico commerciale “HLW Reutte”:  24 disegni
  • Scuola media “Neue Mittelschule Königsweg Reutte”, Giugno 2012 (gruppo d’italiano e gruppo creativo):  24 disegni
  • Liceo “Bundesrealgymnasium Adolf-Pichler-Platz”, Gennaio 2013: 26 disegni
  • Scuola media “Neue Mittelschule Stams-Rietz”, Aprile 2013: 47 disegni
  • Aktionstage Junge Uni (= l’Università giovane), Novembre 2013, giornata dedicata agli alunni: 109 disegni
  • Aktionstage Junge Uni (= l’Università giovane), Novembre 2013, giornata dedicata alle famiglie: 29 disegni

Metodo: Nella creazione delle immagini si parte dal significato letterale del collocatore che nella collocazione assume invece un altro significato. Vengono inclusi entrambi i significati nel disegno. Uno degli esempi più amati finora dagli alunni è il “dente che balla (= che dondola)”, ma anche il chiodo che viene “piantato” nel muro; oppure la radio che viene “accesa” – combinazione che, partendo dal significato primario di “accendere” (= ‘infiammare’), potrebbe essere percepito da parlanti non nativi anche nel senso sbagliato di ‘infiammare la radio’.

Creazione produttiva d’immagini durante il processo di apprendimento: Nell’ambito delle cooperazioni con le scuole, le immagini vengono create produttivamente e attivamente dagli alunni, il che permette, secondo la nostra esperienza, di raggiungere un ottimo risultato nell’apprendimento e di aiutare anche a stimolare interesse e motiva­zione da parte degli alunni.

Impiego ricettivo delle illustrationi nel vocabolario: Nell’integrare i disegni nel nostro vocabolario, si ricorrerà invece ad anteporli “ricettivamente” con lo scopo di facilitare l’apprendimento e la memorizzazione degli apprendenti (naturalmente però gli apprendenti possono anche, se vogliono, creare degli altri disegni sul modello di quelli proposti ed eventualmente anche sotto la guida di un insegnante). Il risultato finale consiste, sia nella creazione attiva che nel processo di ricezione, nel “vedere” l’immagine che sta dietro a una collocazione: per prima cosa si vede l’immagine concreta, e di seguito l’immagine viene incamerata nella memoria, ovvero l’apprendente “vede” l’immagine (anche) mentalmente davanti a sé e la collocazione viene associata alla relativa immagine.