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Glossario

Collocazione (derivante dal latino collocatio [da con + locare] ‘posizione’, ‘disposizione’, ‘il porre insieme / accanto’) [=> cf. "La nostra concezione di collocazione"]Partendo da una concezione ristretta e semantica, le collocazioni sono uno specifico tipo di fraseologismo (in senso lato) che si trova sul continuum tra le combinazioni libere da una parte e le espressioni idiomatiche (idiomi) dall’altra: di conseguenza, le collocazioni non sono né del tutto “libere” né del tutto idiomatiche; per questo motivo vengono spesso designate come combinazioni “semifisse”. Le collocazioni rappresentano tipicamente costruzioni binarie organizzate gerarchicamente, per cui consistono di un elemento cognitivamente sovraordinato (la base) e di un elemento cognitivamente subordinato (il collocatore). La base mantiene di solito il suo significato originario, mentre il collocatore può assumere un altro significato rispetto al significato di partenza e la sua scelta dipende dal lemma della base. Il collocatore rappresenta dunque la parte “imprevedibile” della collocazione, che spesso non è nota agli apprendenti della lingua straniera, che si cerca nel dizionario e può variare nelle diverse lingue. Dunque nelle collocazioni piantare un chiodo (‘einen Nagel einschlagen’ [wörtl.: "einpflanzen"]), la lezione salta (‘die Stunde fällt aus / entfällt’, wörtl.: “springt”) e un CD / DVD vergine (‘eine unbespielte / leere [wörtl.: "jungfräuliche"] CD / DVD’, ‘ein [CD- / DVD-]Rohling’), per esempio, i sostantivi chiodo, lezione e CD / DVD sono le basi delle collocazioni, mentre i verbi piantare e saltare e l’aggettivo vergine sono i collocatori.

Collocazione semi-idiomatica (anche: semiidioma) [cf. anche "La nostra concezione di collocazione"]: Nelle collocazioni semi-idiomatiche il collocatore è idiomatizzato, come nel caso della collocazione un numero verde 'eine kostenlose (lett.: "grüne") Rufnummer'. Siccome la base tuttavia non viene usata in modo idiomatico (numero = 'Nummer'), combinazioni di questo tipo sono solo parzialmente idiomatiche e per questo motivo non da considerare (pienamente) come idiomi, bensì come collocazioni perché almeno una parte è usata letteralmente e il significato dell'intera combinazione è deducibile in gran parte tramite la somma dei significati delle singole componenti. Esistono anche semi-idiomi con "una sintassi collocazionale insolita", come nel caso di divertirsi un mondo ('sich köstlich amüsieren', lett.: "sich eine Welt amüsieren"): in questo caso il verbo divertirsi rappresenta la base perché si tratta delle parte letterale della combinazione, mentre l'avverbiale di modo un mondo corrisponde al collocatore della combinazione e viene usato in senso idiomatico.

Combinazione lessicale: Si  tratta dell'espressione tecnicamente linguistica che sta per "combinazione di parole", ovvero un collegamento di due o più parole (lessemi). Vi sono diversi tipi di combinazioni di lessemi con a loro volta diversi gradi di rigidità e di fissità, come ad esempio le combinazioni libere (non o solamente appena fisse), le collocazioni ("semifisse") e gli idiomi (fissi). Mentre è spesso difficile classificare una combinazione di parole come fraseologismo in quanto la decisione al riguardo dipenda dalla rispettiva definizione di fraseologismo, il termine “combinazione lessicale” è più neutro ed è riguardato come sovraordinato in quanto comprende ogni tipo di combinazione di parole (e dunque anche quelle “libere” ossia non fisse).

Combinazione libera: Con questo termine si indica una combinazione di due o più parole che viene (più o meno) costruita liberamente. Tuttavia vi sono da osservare in ogni caso delle regole semantiche minime (le cosiddette "restrizioni di selezione"): per esempio il verbo mangiare ('essen') può essere abbinato a una mela ('einen Apfel'), un panino ('ein Brötchen') o a una pizza ('eine Pizza'), non però a un tavolo ('einen Tisch'), perché normalmente un tavolo non rientra nella condizione di poter essere mangiato. Il grado di "libertà" di combinazione può comunque variare molto. I confini tra le combinazioni libere e le collocazioni sono dunque fluidi e non è possibile stabilire una chiara delimitazione tra le due categorie.

Concettualizzazione: Con questo termine s'intende il modo in cui in una lingua si "coglie" un determinato concetto attraverso uno specifico approccio cognitivo e come lo si rende allo stesso tempo in lingua. In altre parole si tratta di una specifica "occhiata" che viene data ad un certo oggetto o contenuto in una data lingua. La concettualizzazione è quasi il “ponte” che collega la realtà extralinguistica alla lingua, mettendo cognitivamente in rilievo un determinato aspetto di un concetto ed esprimendolo tramite mezzi linguistici. Per esempio in tedesco si ha Handtuch come concettualizzazione di 'panno per le mani', mentre in italiano si ha semplicemente asciugamano, ovvero un qualcosa 'per asciugare le mani', dove la funzione è in primo piano (asciugare = 'trocknen', mano = 'Hand'). In alcuni casi le concettualizzazioni di due lingue possono comunque coincidere o essere simili, come nelle collocazioni ammazzare il tempo - die Zeit totschlagen (in italiano letteralmente: "uccidere").

Costruzione a verbo supporto: Questo tipo di combinazione viene spesso considerato un tipo  particolare di collocazioni, ma a volte anche come categoria a parte. Le costruzioni a verbo supporto consistono di un verbo + oggetto diretto (prendere una decisione - eine Entscheidung treffen, fare / porre una domanda - eine Frage stellen) o di un verbo + sintagma preposizionale (per es. mettere a disposizione - zur Verfügung stellen). Ciò che hanno di particolare le costruzioni a verbo supporto, è che il verbo funge spesso solamente come mezzo per la trasmissione di informazioni grammaticali, mentre l'informazione semantica principale viene espressa dal sostantivo. Per questo motivo per le costruzioni a verbo a supporto vi è spesso un verbo semplice sinonimico che esprime quasi lo stesso significato denotativo (per es. fare una domanda - domandare, prendere una decisione - decidere).

Fraseologia e fraseologismi: Con il termine fraseologia si fa riferimento a una sottodisciplina linguistica che si occupa di fraseologismi. Sia nella fraseologia che nei fraseologismi si distingue tra concezione ristretta e ampia: (a) Secondo la concezione ristretta solo gli idiomi (= fraseologismi in senso stretto) appartengono all'oggetto di analisi della fraseologia e rispettivamente dei fraseologismi, cioé solo le combinazioni che si contraddistinguono per l'idiomaticità e il cui significato complessivo non risulta dalla somma dei significati delle singole componenti. (b) Secondo la concezione ampia vi sono, oltre agli idiomi, anche altri tipi di combinazioni fisse che appartengono all'ambito della fraseologia e dei fraseologismi, tra cui anche le collocazioni, le formule di routine (per esempio Quanti anni hai? - Wie alt bist du?) e i proverbi (Chi fa da sé fa per tre. - Selbst ist der Mann / die Frau.).

Glottodidattica (anche: didattica delle lingue / delle lingue straniere; il termine risale al greco antico glotta ‘lingua’ e didáskein ‘insegnare’): La glottodidattica è una sottodisciplina linguistica che si occupa sia della teoria che della pratica dell’insegnamento e dell’apprendimento delle lingue straniere e delle lingue in generale.

Idioma (anche: espressione idiomatica, modo di dire (idiomatico)): Si tratta di una combinazione lessicale il cui significato complessivo non è composizionale e ovvero non può essere dedotto dalla somma dei significati delle singole componenti. Se per esempio si sommassero i significati delle singole parole dell’idioma italiano cadere dalla padella nella brace (‘vom Regen in die Traufe kommen’), in questo modo non si arriverebbe al significato idiomatico ‘passare da una situazione precaria a una peggiore’. Ciò comunque non significa che un idioma debba essere per forza del tutto non motivato o che la motivazione dell’idioma in questione non sia più trasparente. In molti casi la motivazione di partenza di un idioma è chiaramente deducibile, come nel caso di alzare il gomito (ted. ‘zu tief ins Glas schauen’ = letteralmente “guardare troppo profondamente nel bicchiere”), poiché bevendo l’alcol si fa il movimento di alzare il gomito per portare il bicchiere / la bottiglia alla bocca, o nel caso di avere le mani di pastafrolla (‘ungeschickt sein’), dove le mani sembrano consistere di pastafrolla.

Lemma (derivante dal greco antico lemma ‘cosa presa, assunta’, 'l'assunto'): Si tratta di un termine linguistico che indica l’entrata di un dizionario / di un'enciclopedia, ovvero una parola (un lessema) nella forma in cui è rintracciabile in un’opera di consultazione.

Lessicografia: Si tratta di una disciplina linguistica che si rivolge alla pratica e che si occupa della compilazione (concreta) di vocabolari per apprendenti e di dizionari in generale. La cosiddetta metalessicografia, che si orienta sulla teoria, si occupa invece dell’analisi scientifica di dizionari già esistenti e di questioni concernenti la concezione di dizionari. Per esempio l’entrata / il lemma andare include anche altre forme dello stesso verbo, per es. vado, andato o andando.

Metafora lessicalizzata: Le metafore sono spesso conosciute come mezzo stilistico della letteratura, come espressioni “fiorite”, “figurative” o modi di utilizzo di parole “traslati”. Se però le metafore non vengono più formate spontaneamente e dunque ad hoc (per es. da un singolo autore o in una certa situazione), bensì sono diventate la norma nell’uso di una determinata comunità linguistica, vengono poi denominate “metafore lessicalizzate”. Le metafore hanno dunque un ruolo importante anche nel cambiamento di significato attraverso i secoli e portano spesso alla formazione di polisemie (= più significati) di parole. Questo è il caso per esempio di covare una malattia (‘eine Krankheit ausbrüten’) a causa del significato traslato dovuto alla metaforizzazione di covare le uova (‘Eier ausbrüten’) (concreto -> astratto), tuttavia questa metafora al giorno d’oggi è lessicalizzata e il significato di covare nel senso di ‘ausbrüten’ (correlato a una malattia) si trova anche nei dizionari. La particolarità delle metafore lessicalizzate consiste nel fatto che spesso non vengono più concepite come metafore dai parlanti di madrelingua, mentre risultano tali per gli apprendenti di una lingua straniera, per cui le varie polisemie e i diversi usi metaforici si dovrebbero esercitare in modo consapevole se non si è di madrelingua.

Motivazione: Si ha qui a che fare con la trasparenza semantica dei segni linguistici / delle unità linguistiche. Mentre i singoli segni linguistici si contraddistinguono in gran parte per la loro arbitrarietà (non vi è per esempio motivo per cui un cane in inglese venga chiamato dog e in italiano cane), sul piano delle combinazioni lessicali in origine vi è sempre una determinata motivazione per cui si ricorre a una certa concettualizzazione. Da un punto di vista sincronico, la motivazione è dunque data quando si può dedurre il significato di un’unità linguistica dalla sua forma e dal sapere enciclopedico (cf. le collocazioni semanticamente trasparenti elencate sotto “Esempi”). A volte, tuttavia, la motivazione di partenza va persa durante i secoli e non è più deducibile sincronicamente, come nel caso di stipulare un contratto (‘einen Vertrag schließen’): stipulare proviene dal latino stipula ‘cannuccia’ perché nell’antichità romana veniva spezzata una cannuccia per terminare un contratto.

Polisemia (proveniente dal greco antico polýs ‘molto’ / 'più’ e séma ‘simbolo’): Si tratta di un caso particolare di ambiguità di segni linguistici che si manifesta tipicamente al livello del lessema (o della parola). Una parola è dunque polisemica quando mostra due o più significati che hanno una connessione etimologica e semantica (di contenuto) tra di loro, come per esempio spina in italiano, che nel suo significato di partenza significa ‘spina’ ma che in un significato traslato può anche indicare un ‘dolore acuto / pungente’ (basandosi sulla relazione metonimica ‘causa - effetto’ poiché le spine possono causare un dolore acuto / pungente). Nei dizionari, i diversi significati di una parola polisemica si trovano sotto lo stesso lemma (la stessa entrata). Nell’ambito delle collocazioni, le polisemie ricoprono un ruolo importante specialmente nelle collocazioni verbali ed aggettivali poiché soprattutto queste categorie lessicali sono spesso polisemiche e, rispetto al loro significato di partenza, hanno subito un processo di metaforizzazione (cf. abbracciare una professione ‘einen Beruf ergreifen’; una curva cieca ‘eine unübersichtliche Kurve’). Dato che le polisemie di diverse lingue sono disposte spesso diversamente, ne risultano diversi raggi di combinazione e diverse immagini / concettualizzazioni, e di conseguenza anche differenze nelle collocazioni.

Raggio di combinabilità (anche: raggio combinatorio / collocazionale; grado o ambito di combinabilità / collocazionale): Con questo termine si indica la somma di tutte le parole (lessemi) con cui una determinata parola può essere combinata. Se una parola può essere combinata a molte altre parole, allora  il suo raggio di combinabilità è da considerare ampio / grande (per esempio profondo 'tief', mangiare 'essen'). Se invece una parola può essere combinata a soli pochi altri lessemi, allora essa si caratterizza per un raggio combinatorio ristretto (per esempio commettere, che può essere usato solo insieme a sostantivi connotati negativamente, del tipo reato 'Verbrechen', omicidio 'Mord', furto 'Diebstahl' ecc.). Alcuni rari lessemi hanno persino un raggio di combinabilità "unicale" ovvero più ristretto possibile, come per esempio scozzare, che in italiano viene usato quasi solo ed esclusivamente con le carte ('die Karten mischen').

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Istituzioni finanziatrici: Rapporti sul progetto: Pubblicazioni sul progetto accessibili online: Homepage dell’Università di Innsbruck e dei collaboratori interni: Scuole collaboratrici: Altri partner e collaboratori: Casa editrice (pubblicazione cartacea del vocabolario): Relevanti associazioni scientifiche per il progetto (scelta): Altri progetti ed iniziative su collocazioni e fraseologismi: Corpora italiani e tedeschi online (scelta): Bibliografie online sui temi fraseologia e lessicografia: Scelta di pubblicazioni su collocazioni, fraseologismi e lessicografia accessibili online:

Pubblicazioni

Buch Kollokationen_Cover kleinMonografia

Konecny, Christine (2010): Kollokationen. Versuch einer semantisch-begrifflichen Annäherung und Klassifizierung anhand italienischer Beispiele. München: Martin Meidenbauer [Forum Sprachwissenschaften; 8], 724 pagine.

[ISBN: 978-3-89975-711-8]
(Ulteriori informazioni; Indice; Flyer del libro; Homepage della casa editrice "Martin Meidenbauer"; Homepage della casa editrice "Peter Lang")

Premi e sostegni ricevuti per il libro / la dissertazione:

Recensioni sul libro:

 
Curatela di volumi

Konecny, Christine; Hallsteinsdóttir, Erla; Kacjan, Brigita (eds.) (2013): Phraseologie im Sprachunterricht und in der Sprachendidaktik / Phraseology in language teaching and in language didactics. Maribor: Mednarodna založba Oddelka za slovanske jezike in književnosti, Filozofska fakulteta [Zora; 94], 173 pagine.

[ISBN: 978-961-6930-02-4]
(Ulteriori informazioni sul libro; Ulteriori informazioni sulla collana "Zora"
Recensioni sul libro:
  Contributi in miscellanee ed atti di congressi e di convegni

Konecny, Christine (2010a): "Lexikalische Kollokationen und der Beitrag der Internet-Suchmaschine Google zu ihrer Erschließung und Beschreibung." In: Ptashnyk, Stefaniya; Hallsteinsdóttir, Erla; Bubenhofer, Noah (eds.): Korpora, Web und Datenbanken / Corpora, Web and Databases. Computergestützte Methoden in der modernen Phraseologie und Lexikographie / Computer-Based Methods in Modern Phraseology and Lexicography. Baltmannsweiler: Schneider Verlag Hohengehren [Phraseologie und Parömiologie; 25], 77-94. (ulteriori informazioni; recensione)

Konecny, Christine (2010b): "Von 'hinkenden' Stühlen, 'tanzenden' Zähnen und 'verlorenen' Verkehrsmitteln. Erfassung und Darstellung italienischer lexikalischer Kollokationen für deutschsprachige L2-Lerner (auf der Grundlage des Dizionario di base della lingua italiana - DIB)." In: Dykstra, Anne; Schoonheim, Tanneke (eds.): Proceedings of the XIV. Euralex International Congress, Leeuwarden, 6-10 July 2010. Leeuwarden: Fryske Akademy / A.F.U.K. (Algemiene Fryske Underjocht Kommisje), 1207-1221. (vai all'articolo)

Konecny, Christine (2010c): "Le collocazioni lessicali - proposta per una classificazione semantica." In: Iliescu, Maria; Siller-Runggaldier, Heidi; Danler, Paul (eds.): XXVe Congrès International de Linguistique et Philologie Romanes (= CILPR 2007), Innsbruck, 3-8 septembre 2007. Vol. III. Berlin; New York: De Gruyter, 125-134. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine (2011a): "Von 'eingepflanzten' Nägeln zu 'hinuntergeschluckten' Tränen und 'jungfräulichen' DVDs. Die Konzeptualisierung von Wissen in denotativ äquivalenten italienischen und deutschen Kollokationen und deren lexikographische Repräsentation." In: Kittler, Judith; Nickenig, Annika; Siebenborn, Eva; del Valle, Victoria (eds.): Repräsentationsformen von Wissen. Beiträge zum XXVI. Forum Junge Romanistik in Bochum (26.-29. Mai 2010). München: Martin Meidenbauer [Forum Junge Romanistik; 17], 115-133. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine (2011b): "Divergenze e convergenze in collocazioni lessicali italiane e tedesche." In: Lavric, Eva; Pöckl, Wolfgang; Schallhart, Florian (eds.): Comparatio delectat. Akten der VI. Internationalen Arbeitstagung zum romanisch-deutschen und innerromanischen Sprachvergleich, Innsbruck, 3.-5. September 2008. Teil 1 und 2. Frankfurt a.M. [et al.]: Lang [InnTrans / Innsbrucker Beiträge zu Sprache, Kultur und Translation; 4], 295-309. (ulteriori informazioni)

Autelli, Erica; Konecny, Christine; Bradl-Albrich, Martina (2012): “Creating a bilingual learner’s dictionary of Italian and German collocations: strategies and methods for searching, selecting and representing collocations on the basis of a learner-oriented, semantic-conceptual approach.” In: Vatvedt Fjeld, Ruth; Torjusen, Julie Matilde (eds.): Proceedings of the 15th Euralex International Congress, Oslo, 7-11 August 2012. Oslo: Department of Linguistics and Scandinavian Studies of the University of Oslo, 726-736. (vai all'articolo)

Konecny, Christine (2012a): "Wirf' mal einen Blick darauf - Dacci un po' un'occhiata! Zu interlingualen Abweichungen in italienischen und deutschen Verb-Substantiv-Kollokationen und deren Relevanz für die Translationsdidaktik und die translatologische Praxis." In: Zybatow, Lew; Petrova, Alena; Ustaszewski, Michael (eds.): Translationswissenschaft interdisziplinär: Fragen der Theorie und Didaktik / Translation Studies: Interdisciplinary Issues of Theory and Didactics. Tagungsband der 1. Internationalen Konferenz TRANSLATA "Translationswissenschaft: gestern - heute - morgen", 12.-14. Mai 2011, Innsbruck / Proceedings of the 1st International Conference TRANSLATA "Translation & Interpreting Research: Yesterday - Today - Tomorrow", May 12-14, 2011, Innsbruck. Frankfurt a.M. [et al.]: Lang [Forum Translationswissenschaft; 15], 299-306. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine (2012b): “Da chiodi ‘piantati’ a DVD ‘vergini’ e lacrime ‘inghiottite’. Insegnamento e rappresentazione lessicografica di collocazioni lessicali italiane per apprendenti tedescofoni (sulla base del DIB - Dizionario di base della lingua italiana).” In: Ferreri, Silvana (ed.): Lessico e Lessicologia. Atti del XLIV. Congresso Internazionale di Studi della Società di Linguistica Italiana (SLI), Viterbo, 27-29 settembre 2010. Roma: Bulzoni [Pubblicazioni della Società di Linguistica Italiana; 56], 463-477. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine; Bradl-Albrich, Martina (2012): "Siehst du den 'tanzenden' Zahn? Memorisieren lexikalischer Kollokationen des Italienischen als L2-Sprache mit Hilfe einer erweiterten keyword-Methode." In: Hinger, Barbara; Unterrainer, Eva Maria; Newby, David (eds.): Sprachen lernen: Kompetenzen entwickeln - Performanzen (über)prüfen. Tagungsband der 5. Tagung der Österreichischen Gesellschaft für Sprachdidaktik (ÖGSD): Innsbruck, 23.-25. September 2010. Wien: Praesens, 214-235. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine (2013): “Das Projekt eines neuen italienisch-deutschen Kollokationswörterbuches und sein innovativer Beitrag zur bilingualen Lernerlexikographie.” In: Cantarini, Sibilla (ed.): Wortschatz, Wortschätze im Vergleich und Wörterbücher. Methoden, Instrumente und neue Perspektiven. Frankfurt a.M. [et al.]: Lang [Kontrastive Linguistik / Linguistica contrastiva; 3], 135-159. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine; Autelli, Erica (2013a): “Learning Italian phrasemes through their conceptualizations.” In: Konecny, Christine; Hallsteinsdóttir, Erla; Kacjan, Brigita (eds.): Phraseologie im Sprachunterricht und in der Sprachendidaktik / Phraseology in language teaching and in language didactics. Maribor: Mednarodna založba Oddelka za slovanske jezike in književnosti, Filozofska fakulteta [Zora; 94], 117-136. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine; Autelli, Erica (2013b): "Combining Lexicography with Second-Language Didactics: The Case of the Bilingual Collocations Dictionary Kollokationen Italienisch-Deutsch." In: Karpova, Olga (eds.): Life beyond Dictionaries: Proceedings of X Anniversary School on Lexicography. Ivanovo – Florence, September 12-14, 2013. Ivanovo: Ivanovo State University, 268-271.

Konecny, Christine; Hallsteinsdóttir, Erla; Kacjan, Brigita (2013): “Zum Status quo der Phraseodidaktik: Aktuelle Forschungsfragen, Desiderata und Zukunftsperspektiven.” In: Konecny, Christine; Hallsteinsdóttir, Erla; Kacjan, Brigita (eds.): Phraseologie im Sprachunterricht und in der Sprachendidaktik / Phraseology in language teaching and in language didactics. Maribor: Mednarodna založba Oddelka za slovanske jezike in književnosti, Filozofska fakulteta [Zora; 94], 153-172. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine; Konzett, Carmen (2013): "Wortschatzlernen als Vorbereitung auf Sprachmittlungsaufgaben: Lexemkombinationen und kontrastive Wortschatzdidaktik im mehrsprachigen Unterricht." In: Reimann, Daniel; Rössler, Andrea (eds.): Sprachmittlung im Fremdsprachenunterricht. Tübingen: Narr [Romanistische Fremdsprachenforschung und Unterrichtsentwicklung; 1], 261-280. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine (2014): “Unikale Lexeme – ‘Spuren’ der Diachronie in der Synchronie? Eine Analyse anhand ausgewählter italienischer Phraseo­logismen.” In: Melchior, Luca; Göschl, Albert; Rieger, Rita; Fischer, Michaela; Voit, Andreea (eds.): Spuren.Suche (in) der Romania. Beiträge zum XXVIII. Forum Junge Romanistik in Graz (18.-21. April 2012). Frankfurt a.M. [et al.]: Lang [Forum Junge Romanistik; 19], 283-298. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine; Autelli, Erica (2015): “Scale ripide, mobili e a chiocciola – steile, Roll- und Wendeltreppen. Diverse categorie di combinazioni lessicali italiane del tipo ‘N + Agg o SPrep’ e i loro equivalenti tedeschi – un confronto interlinguistico.” In: Lavric, Eva; Pöckl, Wolfgang (eds.): Comparatio delectat II. Akten der VII. Internationalen Arbeitstagung zum romanisch-deutschen und innerromanischen Sprachvergleich, Innsbruck, 6.-8. September 2012. Teil 2. Frankfurt a.M. [et al.]: Lang [InnTrans / Innsbrucker Beiträge zu Sprache, Kultur und Translation; 7], 567-586. (ulteriori informazioni)

Konecny, Christine; Autelli, Erica (2015): "Combining Lexicography with Second-Language Didactics: The Case of the Bilingual Collocations Dictionary Kollokationen Italienisch-Deutsch." In: Karpova, Olga; Kartashkova, Faina (eds.): Life beyond Dictionaries. Cambridge: Cambridge Scholars Publishing, 185-198. (ulteriori informazioni)

Autelli, Erica; Konecny, Christine (2015): "Lehren und Lernen von Kollokationen in einer zweisprachigen Klasse." In: Carpentieri, Saverio; Hosp, Eva Nora; Winkler, Siegfried (eds.): Eine Klasse - zwei Sprachen / Una classe - due lingue. Zehn Jahre bilingualer Unterricht an der Volksschule "Innere Stadt" in Innsbruck / Dieci anni di insegnamento bilingue alla scuola primaria "Innere Stadt" di Innsbruck. Innsbruck [et al.]: Studienverlag, 52-55. (ulteriori informazioni)

[Traduzione:] Autelli, Erica; Konecny, Christine (2015): "Insegnare e imparare collocazioni in una classe bilingue." In: Carpentieri, Saverio; Hosp, Eva Nora; Winkler, Siegfried (eds.): Eine Klasse - zwei Sprachen / Una classe - due lingue. Zehn Jahre bilingualer Unterricht an der Volksschule "Innere Stadt" in Innsbruck / Dieci anni di insegnamento bilingue alla scuola primaria "Innere Stadt" di Innsbruck. Innsbruck [et al.]: Studienverlag, 162-164.

Konecny, Christine (in corso di stampa): "Frequenz: ein zuverlässiges Kriterium zur Erschließung von fachsprachlichen Kollokationen?" In: Gautier, Laurent (ed.): Les collocations en discours spécialisés. Berlin: Franck & Timme [FFF / Forum für Fachsprachen-Forschung; 107].

 
Introduzioni a volumi

Konecny, Christine; Hallsteinsdóttir, Erla; Kacjan, Brigita (2013): "Einlei­tung." / "Introduction." In: Konecny, Christine; Hallsteinsdóttir, Erla; Kacjan, Brigita (eds.): Phraseologie im Sprachunterricht und in der Sprachendidaktik / Phraseology in language teaching and in language didactics. Maribor: Mednarodna založba Oddelka za slovanske jezike in književnosti, Filozofska fakulteta [Zora; 94], 7-17. (ulteriori informazioni)

 
Tesi di laurea e dissertazioni scritte presso l'Università di Innsbruck (Dipartimento di Romanistica) sul tema "fraseologia italiana" (Relatori: Univ.-Prof. Dr. Heidi Siller-Runggaldier, Univ.-Prof. Dr. Dr. h.c. mult. Maria Iliescu, Univ.-Prof. Dr. Paul Danler)
(cf. focus di ricerca "Collocazioni italiane", iniziato e diretto da Univ.-Prof. Dr. Heidi Siller-Runggaldier)

Albrich, Martina (2010): Dall’amore vero all’odio profondo. Collocazioni lessicali italiane contenenti sostantivi denotanti sentimenti/emozioni. Analisi semantica e implicazioni didattiche per l’insegnamento dell’italiano L2. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatrice: Prof. Heidi Siller-Runggaldier]

Andrich, Birgit (2005): Tierbezeichnungen enthaltende italienische Phraseologismen. Eine syntaktisch, semantisch und kognitiv-konzeptuell ausgerichtete Untersuchung. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatrice: Prof. Heidi Siller-Runggaldier]

Felderer, Patricia (2010): Le collocazioni giuridiche: il tipo V+N nella funzione dell’oggetto diretto dimostrato in base al trattato di Maastricht. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatore: Prof. Paul Danler]

Gitterle, Cornelia (2005): Somatismen mit dem Körperteil "Hand" im Italienischen und im Deutschen. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatrice: Prof. Heidi Siller-Runggaldier]

Hellweger, Daniela (2009): Le collocazioni nella lingua del calcio. Analisi sintattica e semantica delle collocazioni. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatore: Prof. Paul Danler]

Konecny, Christine (2007): Kollokationen. Versuch einer semantisch-begrifflichen Annäherung und Klassifizierung anhand des Italienischen. 2 Vols. Innsbruck: Università di Innsbruck (dissertazione). [Relatrici: Prof. Heidi Siller-Runggaldier e Prof. Maria Iliescu]

Krimbacher, Petra (2006): Strutture tra formazione di parola, collocazione e combinazione libera: i sintagmi ‘aggettivo + sostantivo’ ossia ‘sostantivo + aggettivo’. Classificazione e implicazioni didattiche (sulla base di un confronto con forme corrispondenti in tedesco). Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatrice: Prof. Heidi Siller-Runggaldier]

Rinderer, Susanne (2003): Phraseologismen aus dem Bildbereich der Musik. Ein Sprachvergleich Italienisch - Französisch. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatrice: Prof. Heidi Siller-Runggaldier]

Steger, Heidi (2008): Le collocazioni lessicali: un approccio dinamico alla loro descrizione. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatrice: Prof. Heidi Siller-Runggaldier]

Unterrainer, Eva Maria (2005): Bezeichnungen für Körperteile und ihre Verwendung in italienischen und deutschen Kollokationen. Ein interlingualer Vergleich aus formallinguistischer und kognitivistischer Sicht. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatrice: Prof. Heidi Siller-Runggaldier]

Wenzl, Susanne (2003): Kollokationen - eine linguistische Herausforderung. Aufgezeigt am Beispiel der italienischen Kollokationen ‘Transitives Verb + Nominalsyntagma in der Funktion eines direkten Objekts’. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatrice: Prof. Heidi Siller-Runggaldier]

Wertel, Iris (2010): Le parti del corpo umano come fonte di espressioni idiomatiche. Analisi contrastiva di espressioni idiomatiche italiane e tedesche. Le strategie dell'acquisizione del significato straniero e le possibilità di insegnamento delle espressioni idiomatiche. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatore: Prof. Paul Danler]

Zach, Maria (2011): L'appetito viene mangiando. Modi di dire contenenti nomi di alimenti e bevande. Un confronto grammaticale-semantico. Innsbruck: Università di Innsbruck (tesi di laurea). [Relatrice: Prof. Heidi Siller-Runggaldier]